The China Study: il salvavita

lunedì 17 febbraio 2014

Nella terra dei ciechi, l'orbo è re


Eccomi amici miei,

scrivo un post nuovo dopo tantissimo tempo, ma ne sono così felice. Speriamo di riprendere con continuità. Lo scrivo per riflettere insieme sull'atteggiamento che normalmente abbiamo verso il "diverso" ed il "nuovo". Voglio porre la seguente domanda: "Ma sono davvero di mentalità aperta, oppure opero sulla base dei miei pre-concetti radicati?"

Dopo una accesa discussione con un caro amico, molti mesi orsono, con il quale non condivido la visione del mondo (perché siamo intimamente diversi, ed è bello così), mi è venuto in mente questo dialogo, ispirato all'antico detto latino:



Nel paese dei ciechi, l'uomo con un occhio solo è re. (In the land of the blind, the one-eyed man is king.)

Che già Erasmo da Rotterdam Adagia (1500-1536) descriveva come:
"In regione caecorum rex est luscus" (Nella terra dei ciechi, l'orbo è re).


La storia è questa...
Due amici da lunghissimo tempo. Si vogliono bene, sono seduti uno al fianco dell'altro e parlano. 
V: ti dico che ci vedo, vedo i colori, vedo le cose muoversi, vedo la luce e vedo l'ombra.
C: impossibile. tu sei cieco come me, non puoi vederci!
V: ti dico che ci vedo! vedo tutto, guarda quell'albero di frutta, il campo di girasoli gialli, il cielo azzurro e le nuvole bianche che... guarda quella assomiglia a te con il bastone
C: impossibile, senti è scientificamente impossibile che tu possa vedere. Nessuno vede. E' fisiologicamente e fisicamente impossibile...
V: ti dico che ci vedo, lo sto facendo proprio in questo momento. I miei occhi sono aperti. Lo sono. Sbatto le palpebre, e mi lacrimano anche un po'...
C: cosa sono le palpebre? te l'ho detto è impossibile. Ah, ho capito. Stai sognando! stai immaginando tutto. E' l'unica spiegazione. Tu stai sognando e mi stai raccontando la tua "visione" onirica. Ma sei e resti cieco, come tutti noi.
V: dici? allora com'è che adesso prendo questa mela colorata dal cestino, e te la metto nella mano?
C: eh!... impossibile... non ci credo. tu non PUOI vedere... allora stiamo sognando tutti e due. Semplice no?
V. senti perché non provi ad aprire gli occhi e vedere pure tu?
C: impossibile, non possono farlo tutti. solo quelli nati con gli occhi per vedere, e io non ce li ho. Nessuno ce li ha.
V: e chi te lo ha detto? io ti dico che ti sto guardando e hai gli occhi per vedere, se solo tu li aprissi.
C: ma la scienza mi ha detto che non ho gli occhi per vedere, nessuno ce li ha. Nessuno!
V: nessuno?
C: nessuno!
V. strano, perché io vedo tutti con gli occhi, da poter usare per vedere. Forse la "scienza" è "cieca" davanti a questa cosa, no?
C: impossibile ! siamo tecnologicamente avanzati. Ormai tutto è stato scoperto.
V: va bene, ho capito. allora per favore puoi accostare che vorrei scendere?
C: dai non fare il cretino, non posso fermare l'autobus qui a metà percorso e farti scendere. E poi non voglio.
V: dai per favore, vedo che li c'è un posto dove fermarsi, fammi scendere.
C: no, non ti faccio scendere. è un suicidio, e non voglio che tu ti faccia male.
V: senti, io ci vedo, scendo che tu lo voglia o no. Non posso restare su quest'autobus guidato da un cieco sulla strada per un burrone solo perché non vuole farmi scendere. Se non ti fermi tu, salto fuori io.
Il vedente si gira verso l'autobus
V: Io ci vedo. Qui c'è un mondo bellissimo, colorato e ricco. La strada che stiamo percorrendo è pericolosa e finisce in un burrone, lo vedo benissimo da qui. Chi vuole scendere con me?
Nessuno risponde.
V: chi vuole seguirmi?
B: si ma noi non ci vediamo!
V: bene, aprite gli occhi e guardate voi stessi.
Tutti sbalorditi.
B: Tu sei pazzo. nessuno può vedere. E' impossibile.
V: e io ti dico che invece è possibile se solo pensi che lo sia. Provaci, e capirai che riesci ad aprire i tuoi occhi per vedere. Inizialmente darà un po' fastidio, ma poi... poi è bellissimo!
Tutti in silenzio.
V: fermati amico mio, scendo qui.
C resta in silenzio e continua a guidare.
V: va bene, salterò giù. Li da vanti vedo una curva, con un ampio spiazzo. Salto giù in quel punto. - si gira verso l'autobus - Addio a tutti, chi vuole può vedere e cambiare strada, oppure continuare la corsa su quest'autobus verso la fine. Comunque sia, buona fortuna a tutti.
L'autobus arriva alla curva, rallenta e V salta giù. Poi si rialza rapidamente e grida "addio cari amici, ricordatevi che potete farlo anche subito se inizialmente credete ad una realtà diversa da quella che vi hanno insegnato!!!".

L'autobus, ovviamente si schiantò alla fine della strada, mentre V visse a lungo, vedendo passare molti molti autobus, e ad ognuno gridava:
"Io ci vedo! Potete vedere anche voi da subito se inizialmente credete ad una realtà diversa da quella che vi hanno insegnato!!!".
Ma nessuno gli credette mai... fino a quando...

di Stefano Gallone

Conclusione

...fino a quando non lo decidiamo noi... e tu che hai letto la storia... chi sei dei due amici? oppure sei tra quelli seduti comodamente nell'autobus? Su tutti gli argomenti? sempre?
Riprendo un vecchio post che avevo scritto... il dubbio e non la certezza è la strada per la conoscenza. Un dubbio, rivela una non certezza, che richiede di essere colmata con del nuovo sapere. Che fa cambiare e crescere. Ascoltare quindi altre opinioni e mettere in dubbio le proprie è la strada per crescere, ricordandosi sempre che i principi sono:

   1) tutto cambia continuamente,
   2) ciò che non cresce, muore.

che vuol dire che se non cambio per crescere, mi modifico per morire, ma non potrò mai restare fermo. Chi dichiara "resto fermo sulla mia opinione" è già morto. Chi dichiara, "mi hai detto una cosa diversa da quella che so, dovrei approfondire l'argomento", ha una possibilità di crescita. A noi la scelta.

Bene ho finito la mia epistola a voi cari che mi leggete ancora. Ed è per questo che come sempre vi auguro lunga vita e prosperità con un affettuoso abbraccio.

Il sempre vostro Discepolo Nutrizionauta.

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