The China Study: il salvavita

Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura. Mostra tutti i post

lunedì 19 gennaio 2015

Vegani strani e poco sani

Bentornati a tutti su queste pagine. Intanto un augurio di Buon Anno 2015 ricco, sano e felice per tutti, ma proprio tutti: buoni, cattivi, belli e brutti. Perché l'Amore non  ha colore, e non credete a ciò che viene somministrato sapientemente dai media. Non credete a nuovi o vecchi nemici. Nulla è mai per caso e la spiegazione più ovvia, quella che viene servita su un piatto d'argento, di solito non è la verità, ma uno specchietto per le allodole. Ma alla fine ognuno vede il mondo con i propri occhiali colorati. L'importante è sapere che su gli occhi si hanno degli occhiali colorati, nostri o più probabilmente messi li da altri.

Vegani e altri strani.
Ma veniamo all'argomento di oggi. Parliamo di stili alimentari e persone poco sane, ma soprattutto di false credenze. Intanto dire vegan, non vuole dire sano, come non lo è macrobiotico, oppure crudista o fruttariano e men che meno onnivoro standard.
Infatti ognuno di questi ha dei punti deboli che se non sono noti, creano problemi nel nutrimento e nella conseguente salute.
Non parliamo solo di banali carenze, che hanno motivazioni meno immediate che la banale mancanza di un gruppo di alimenti, ma piuttosto all'introduzione di cibi comunque dannosi all'organismo, tanto da creare disequilibri che leggiamo come malattie. Infatti se una mucca può estrarre dalla sola erba e fiori i nutrienti necessari, vuol dire che nel suo cibo elettivo ci deve essere tutto il necessario: proteine, grassi, zuccheri, sali minerali, vitamine, ecc. Quindi il problema non è se introduco o meno nutrienti, il problema è se sono capace o meno ad assimilare quello che mi serve.
In questo la salute della mucosa dell'apparato digerente (bocca, stomaco, intestino tenue, intestino crasso) è di importanza cruciale. Infatti abbiamo carenze alimentari (ferro, B12, calcio, ecc) anche, forse soprattutto, in persone che hanno un'alimentazione onnivora standard. Quindi analizziamo i punti deboli dei vari stili alimentari e vediamo cosa è migliorabile per arrivare ad una alimentazione salutare e soddisfacente.

Dieta Onnivora Standard.
In questa dieta la problematica maggiore è data dalla presenza e dall'eccesso di proteine e grassi di origine animale come carne, pesce, latte e uova e loro derivati. Questi alimenti forniscono un eccesso di proteine e grassi saturi che portano l'equilibrio dell'organismo verso uno stato acido, chiedendo al sistema di compensare per mantenere l'omeostasi. Questo crea tossine che se in eccesso non vengono eliminate, creando stati infiammatori locali e generali, oltre ad aumentare gli strati grassi e sovraffaticando Fegato e Reni. Il punto debole di questo tipo di dieta è quindi uno, ma i problemi che crea sono moltissimi.

Dieta latto-ovo-Vegetariana.
Nella dieta vegetariana classica, abbiamo ancora una presenza di alimenti dannosi per la salute come latte e uova e derivati come i formaggi. Infatti il latte contiene la caseina (proteina cancerogena e promotrice delle cellule cancerose) oltre al lattosio che è uno zucchero non compatibile con l'età adulta. Le uova invece sono talmente ricche e dense in proteine e grassi animali che equivalgono ad uno tsunami per il fegato, il quale è sottoposto ad un super lavoro e produce moltissimi acidi che intossicano l'organismo e affaticano i reni, oltre alla eccessiva produzione di muco. I vegetariani infatti non godono di una salute migliore degli onnivori standard.

Dieta Macrobiotica.
Questo tipo di dieta è interessante in quanto si rifà al modello filosofico del Tao (Yin-Yang), sviluppata (o riscoperta) e diffusa da George Osawa e seguaci. Tale dieta prevede l'uso di soli alimenti vegetali, con l'ammissione del pesce. In particolare prevede l'uso di alimenti tagliati, preparati e cotti con attenzioni particolari, e ha molti punti favorevoli. Ma qui voglio evidenziare i punti deboli, come: cibi stracotti, i quali perdono quasi tutti i nutrienti utili al nostro organismo; favorisce in modo eccessivo i cereali considerati il cibo elettivo e più equilibrato, mentre invece sono cibi mucogeni; evita quasi del tutto frutta e verdura cruda, perdendo così tutti i nutrienti vitaminici, enzimatici e antiossidanti offerti dalla natura; utilizzo di zuppe liquide prima del pasto, rallentando così la digestione; utilizzo di cibi fermentati e ovviamente la possibilità di mangiare il pesce, che ricade nel caso della dieta onnivora, anche se con un impatto minore.

Dieta Vegana.
Io mangio vegan, ma questo non vuol dire che "una"dieta vegan sia salutare. Se nella dieta comunque persistono cereali mucogeni, il nostro intestino resterà sempre costipato, e intossicato, favorendo l'infiammazione e il malassorbimento dei nutrienti. Soprattutto i cereali ricchi di glutine (o meglio di prolamine) sono tossici per l'organismo. Eliminarli vuol dire liberarsi finalmente di una costipazione cronica in cui i liquami di scarto non restano incrostati sulle pareti del nostro apparato digerente. Anche il riso e altri cibi amidacei (come spiega chiaramente Ehret, nella sua Dieta Senza Muco) sono da evitare il più possibile, ma un risottino integrale una volta al mese è decisamente possibile. Attenzione anche al lato oscuro: il vegan junk food, come patatine fritte, dolci vegan zuccherati, bibite gassate, fritture varie, oppure le solanacee che intossicano l'organismo o l'eccesso di prodotti a base di soia. Insomma, non è semplice come sembra.

Dieta Crudista.
In questo caso la questione va chiarita subito: crudista non vuol dire vegana. Anche mangiare carne cruda è dieta crudista. Quindi una dieta onnivora crudista, sempre nella massima igiene, è meglio di una onnivora standard, perché contiene più nutrienti e meno cancerogeni (per es. la carne bruciacchiata è cancerogena). La dieta vegana crudista invece è davvero ottima come dieta. Riscontro però solo due difetti in questo tipo di alimentaizone. Il primo è di forma, nel senso che chi "cucina" crudista tende ad elaborare molto i cibi anche senza l'uso del fuoco, il che li allontana comunque dal loro stato "grezzo" naturale. E' però solo un falso problema, anche se io prediligo un cibo vicino allo stato grezzo naturale. L'altra questione invece è più di sostanza. Chi mangia crudista e promuove tale dieta, la migliore secondo me, è che si trascura l'esterno. Vi faccio un esempio: lo immaginate un eschimese che mangia solo frutta e verdura cruda (ammesso che le riesca a trovare)? Si trasformerebbe in un calippo dopo una settimana. l'ambiente esterno è fondamentale per una dieta salutare e confortevole. Io ho provato un anno intero la dieta vegan crudista, ed ho riscontrando molta energia fisica, robusta salute e lucidità mentale. Però vivendo al nord di Milano ho subito molto l'abbassamento di temperatura del corpo. La questione non è trascurabile, ma la soluzione sta nel fare 50/50 oppure 20/80 tra cotto e crudo per restare in un equilibrio salutare e piacevole.


Dieta Fruttariana.
La dieta fruttariana prevede solo frutta cruda. L'importante è sapere cos'è la frutta. Una zucchina è un frutto? il pomodoro? Le noci e le nocciole? Se questo tipo di dieta è seguito bene con un buon equilibrio di frutta a guscio, ortaggi e frutta da albero è molto salutare, anche se ne ho avuto esperienza solo per un periodo limitato. Il limite che ho notato è che con tutti gli zuccheri che ingerivo, la mente tendeva "ad andare via". Meno potere di concentrazione e un po' più di "vacuità". Si dice che la frutta è troppo yang (yin secondo la macrobiotica che inverte le categorie), porta troppo in alto. Ve lo confermo, a me è successo proprio così, però si sta veramente bene. Solo che non è in armonia con la vita che facciamo: lavoro, figli, corse, pianificazione, attenzione alla guida, ecc. Se fossimo ai Caraibi a fare vita da spiaggia, sarebbe perfetta... altrimenti bisogna "mediare".

Conclusioni.
Oltre alle regole generali, all'ambiente, alle modalità di preparazione, ecc. una dieta deve tener conto del fabbisogno personale in relazione all'attività sportiva o lavorativa svolta. Tenere conto delle stagioni (per es. d'estate è più facile essere fruttariani) mentre d'inverno è più difficile, ma anche poco "naturale".
Capite bene che passare da una dieta di tipo onnivoro standard ad una che predilige la gran parte degli alimenti di origine vegetale (macrobiotica, vegan, ecc.) si compie un salto verso una migliore salute. Ma che queste siano sempre e comunque l'ottimo, non è detto.
In conclusione non ci sono modelli ESATTI a cui aderire, c'è solo la dieta omocompatibile, che nella mia opinione è da cercarsi nel mondo vegetale, senza cereali, comprensiva della parte cruda e parte cotta, in equilibrio con l'ambiente circostante. Ogni cibo vegetale ha le sue caratteristiche peculiari, per esempio io ho ridotto al minimo  l'utilizzo delle solanacee, limitandomi a poco pomodoro, alle patate e saltuariamente ai peperoni. Insomma non c'è una regola, o almeno non l'ho ancora trovata, che si rifaccia ad una filosofia semplificatrice. Gli animali hanno la capacità di saper scegliere il cibo salutare per loro, riconoscendolo e nutrendosene. Noi questa capacità l'abbiamo persa, ma forse possiamo recuperarla.... chissà.
Per ora non ci resta che fare del nostro meglio con quello che abbiamo. Il resto si vedrà strada facendo.

Bene. E' stato un piacere davvero scrivervi questo post che avevo dentro da tanto tempo. Come sempre non prendetelo come oro colato, ma come spunti di riflessione per approfondimenti personali. Attendo i vostri commenti a riguardo, in attesa del mio prossimo post sulle.... CALORIE!

Un abbraccio dal vostro affezionato Discepolo Nutrizionauta.

martedì 18 novembre 2014

Donatori di Sangue malati


Da Simone : Ciao Discepolo/Sensei
Diciamo che qui dalle mie parti il pane e salame tira parecchio, ma ache quello col prosciutto e formaggio. E tirano talmente tanto che te li ritrovi pure nella saletta rinfresco post-donazione... ben attrezzata devo ammettere, con caffè, latte, fette biscottate, marmellate zuccherate, succhi scadenti gdo, i sopracitati panini, bibite gassate e dulcis in fundo delle belle grosse brioches spolverate di zucchero a velo.
Mentre attendo il mio turno di donare mi guardo intorno e vedo persone belle in carne, "sane", guancione rosse e sguardo fiero di chi sta per compiere una buona doverosa azione.
L'ultima volta c'era uno che superava sicuro il quintale, la sua cintura di pelle morta implorava di essere uccisa di nuovo da quanto tirava.
Ora, sulla soglia dello smettere di donare, mi chiedo cosa ci sia dietro a tutto questo, se ci sono affari sporchi e introiti sul sangue che "regaliamo" o realmente qualcuno crede che questa sia la strada verso il futuro. Perché, visto che doniamo in ospedale, i dottori/scienziati permettono che in una saletta ristoro post donazione ci siano quelle "cose"?
Nei giornali di settore parlano del futuro, sangue sintetico creato totalmente in laboratorio ma... e se provassero a frullare brioches caffè panini e bibite ed iniettare direttamente quelli? :)
Vuoi veder che divento ricco co sta robba...
Tanta buonafede quanta disinformazione...
Che ne pensi?


----

Ciao Simone. Che ne penso? Che se i dottori sapessero come stare in salute, sarebbero i primi a non ammalarsi, insieme ai loro cari. E invece... 
Penso che le tue osservazioni siano più che condivisibili. Mi chiedo che colesterolo avesse il "quintale strizzato alla cintola", e che informazioni porta a chi riceve il sangue da lui. Quando mia moglie era in ospedale per il parto, dissi loro che aveva dei limiti alimentari e che quindi ci voleva un menù ad hoc. Dopo aver specificato con una nutrizionista i cibi corretti (vegan senza glutine), il mattino seguente il parto arriva... latte con i biscotti. Eccerto! I giorni successivi era sulla stessa solfa anche dopo ripetute rimostranze. Alla fine abbiamo ceduto e le portavo io la colazione; ovviamente i pasti erano sempre a base di pasta-carne-formaggio in varie forme e combinazioni. 
Insomma, in ospedale hai quasi la certezza di entrare poco sano e uscirne più malato di come sei entrato. 
Il fatto è che i dottori studiano su libri scritti da dottori che hanno studiato un secolo fa. Le rivoluzioni scientifiche si fanno con la morte dei "baroni" non con le idee nuove (che ci sono sempre state). 
E noi? Noi ci difendiamo. Lo ripeto sempre che "chi esce da Matrix, entra in guerra", che vuol dire che la vita fuori o ai margini del sistema dello status quo è difficile, è di battaglia continua, non bisogna mai abbassare la guardia. Mai. 
Però al contempo diventiamo ispirazione per chi da Matrix vuole uscire. Per chi vuole una alternativa concreta per diventare padrone della propria salute. Noi siamo i "liberatori" delle idee e delle certezze, dimostrando che si vive sani anche e soprattutto mangiando in un altro modo. 
La cosa che mi fa specie è che leggo che dalle barbabietole (un vegetale) si potrà sintetizzare sangue umano artificiale, ma agli anemici gli si consiglia ancora la carne. Contraddizioni di una medicina che è più religione che scienza, basata su credenze non dimostrate piuttosto che su scoperte scientifiche. Ma ci sarebbe da parlare per ore e ore sull'argomento, sugli interessi di BIG PHARMA o della FOOD INDUSTRIES o del business della "ricerca" che trova e nasconde per poter continuare a ricercare. 
Insomma... se non si capisce una contraddizione evidente, come pollicino bisogna seguire i soldi per trovare la causa. Ma, in fin dei conti non sono nemmeno i soldi la causa, sono solo il mezzo con il quale l'animo umano, ormai impoverito dei valori fondamentali della vita, cerca di riempire il vuoto interiore con il surrogato materiale per eccellenza.
Io personalmente nella mia esperienza posso dire che ho iniziato per problemi di salute e sono arrivato a sondare l'animo che alberga questo corpo, in un percorso iperbolico che parte dall'alimentazione, passa da una profonda depurazione, attraversa l'attività fisica e la meditazione per capire che siamo corpo mente e spirito. Ognuna di queste parti (se così possiamo chiamarle) sono integrate e in qualche modo soggiacciono alle stesse regole: nutrimento, elaborazione e depurazione. Vale tanto per il cibo quanto per le informazioni come per i sentimenti e le emozioni. 
Quindi si arriva a capire che il giudizio comincia a perdere di significato. Già perché come lo psichiatra non si offende se un "malato mentale" lo insulta così il "risvegliato dal sonno mentale" e il "risorto dalla morte cerebrale" non si offende e non giudica chi invece ancora soffre per la propria ignoranza. Nasce invece un sentimento di con-passione (più elevata del compatimento), che fa della sofferenza altrui la propria sofferenza. Del prossimo, di tutto il prossimo, di tutto il vivente animale, umano, vegetale o planetario che sia.
L'ignoranza, cioè nello specifico "la convinzione di sapere quando invece si ignora" è la cosa che mi fa più paura. L'ignorante saccente, questo mi terrorizza. Colui che non mette in dubbio il suo non-sapere per paura di dover cambiare. Perché cambiare costa fatica, perché si sa cosa si lascia ma non si sa cosa si trova, per paura di mettere in crisi un sistema di credenze ormai consolidate, cristallizate, a cui si resta attaccati. Restereste voi attaccati ad una zattera che affonda? Ma vi accorgereste che la zattera sta affondando?
Smontare il proprio credo è un po' come morire e rinascere un po' diversi. Modificare il proprio pensiero, il proprio sistema di credenze, rendersi conto che forse fino a quel momento si è percorso un sentiero "sbagliato", o almeno non coerente con i propri obiettivi di salute, di vita felice, di principi sani, ecc. è come rendersi conto che il mondo come lo hai sempre visto è una costruzione posticcia, proprio come in Matrix. Il cervello dopo una certa età fa fatica ad accettarlo.... ma c'è sempre speranza.
Siamo partiti dal sangue, linfa della vita, passando per alimentazione e arrivando all'animo umano. Questa è la vita. Tutto è connesso. Cieco è colui che pensa che ci sino delle separazioni tra le "cose" dentro e fuori di noi. Il cibo agisce sull'umore, sulla lucidità mentale, ma anche sulla flessibilità dei muscoli e sulla neuroplasticità. Lo stesso lo fa la meditazione, agendo sul soma, sulla fame, sul sonno, sulla psiche e molto altro ancora. Per non parlare poi dell'attività fisica che modifica radicalmente il funzionamento dell'intero organismo, aumentando le capacità depurative, la capacità intellettive grazie ad una circolazione maggiore di sangue, e tanto tanto altro. Come si fa a pensare anche solo ad immaginare che queste cose non siano tra loro connesse? Agire su una fa bene, ma agire su tutti i livelli... beh è rivoluzionario per chiunque. Si procede un po' alla volta, ma se vogliamo che il mondo fuori cambi, siamo noi i primi a dover fare tale cambiamento. Il resto è una mera conseguenza.

Basta, vi ho inondato di mie idee un po' a 360°... spero che vi siano state di stimolo per qualche riflessione, anche le critiche ci stanno. Ho comunque risvegliato una parte del vostro cervellone sotto utilizzato. Ricordate amici miei SIETE PIU' DI CIO' CHE CREDETE DI ESSERE. Allora basta mentirsi! siate grandiosi e splendenti anche e soprattutto nella notte più oscura. Non c'è ombra senza luce, non c'è luce senza ombra.

Buona vita dal vostro Discepolo Nutrizionauta.

lunedì 6 ottobre 2014

Fegato, miti e leggende

Per concludere questa trattazione sul fegato, ho due argomenti assai interessanti come spunti di riflessione. Quindi nessuna verità calata dall'alto, ma solo ragionamenti che ci fanno notare come il mondo va preso con le pinze... a fronte della conoscenza.

L'equilibrio del Maestro
Parliamo di Bruce Lee. Io da appassionato e praticante di arti marziali nel mio cuore e nello spirito ho come Maestro dei Maestri il leggendario Bruce Lee. Famosa la sua velocità e forza al servizio di un Kung Fu efficace e potente. Tutto bilanciato da una saggezza data dalla ricerca filosofica e spirituale. Insomma... il Maestro con la M maiuscola. Ma...
Da libri pubblicati con scritti autografi e racconti di amici strettissimi e parenti, Bruce Lee aveva il lato d'ombra. Un lato che lo rende tanto fragile quanto umano, per fortuna!
Una predilezione a scoppi di rabbia, mal di testa feroci tenuti a bada con aspirine, una dieta super iper proteica con i primordi degli anabolizzanti a base di aminoacidi, allenamenti esagerati anche prima di andare a dormire (per. es 500 addominali alle 22.30 prima di coricarsi). Tutto rigorosamente riportato nei suoi diari degli allenamenti. Una mania alla perfezione ed al superamento dei propri limiti, fino alla morte per aneurisma cerebrale (e/o reazione allergica al medicinale assunto che ha accelerato il processo).

La diagnosi in MTC
Secondo la MTC il M° Lee era affetto da un gravissimo squilibrio energetico del fegato (stasi di Qi di fegato) che trasformatosi in Calore di Fegato è salito provocando i mal di testa. Per mantenere l'equilibrio Lee doveva muoversi e "dissipare" calore (espressione dello Yang) con attività fisica eccessiva, la quale è implicata con il fegato sia per la MTC che per la medicina occidentale. Il fatto è che facendo attività fisica elevatissima anche nel momento in cui il corpo doveva iniziare a rallentare per entrare nella fase di riposo, il Maestro alimentava ulteriormente lo squilibrio, fino ad arrivare all'espressione di Calore per definizione: la fuoriuscita di sangue. In questo caso dai capillari del cervello che lo hanno portato alla morte. 
Quindi in ultima analisi, il Maestro Lee avrebbe potuto assumere una dieta più equilibrata e non così super proteica. Dei seri trattamenti di Agopuntura (propri della sua cultura) lo avrebbero aiutato più delle aspirine. Attività fisica meno stressante (e acidificante) avrebbero contribuito alla sua salute. Ma lui ha bruciato la candela da entrambi i lati. Doppia luce, ma metà del tempo! Anche in questo il Maestro ci ha portato insegnamento. Grazie Shifu!

Trasfusioni di Sangue
Come abbiamo letto nei 2 post precedenti, il fegato è il nostro filtro, ma che intoppandosi crea squilibri, stasi, metaboliti in circolo, acidificazione, ecc.
Quindi il sangue di una persona è quasi sempre "sporco". come la mettiamo con le trasfusioni?
Bel dilemma! Inoltre il sangue NON E' UN LIQUIDO... non in senso stretto. E' un tessuto! esatto, è fatto di cellule, e molto altro ancora, che assume un aspetto liquido, ma non lo è. Come ogni tessuto ha una sua funzione, ma anche una sua forma (non-forma) ed una MEMORIA. Esatto, in quanto le cellule, al loro interno, hanno sistemi per detenere la memoria (microtuboli), i quali hanno varie funzioni: struttura, trasporto e memoria.
Quindi una trasfusione di sangue ci porta letteralmente parti della vita di un'altra persona, con tutto annesso: memorie e stato di salute.
Quindi?
E quindi secondo me fare trasfusioni quando si può evitare usando altre tecniche per stimolare la produzione di "nuovo sangue" è eccessivo e "contaminante", mentre per salvare una vita non ci sono dubbi: trasfusione! Poi in un secondo momento si penserà a processi di depurazione, e rimessa a punto di tutto l'organismo, ma intanto una vita è stata salvata.
Per il donatore invece? tutta salute, in quanto consente all'organismo di rigenerare più rapidamente una parte di sangue, quindi rinnovarlo. Ricordiamo che le donne sono più longeve ANCHE grazie a questo processo che avviene tutti i mesi. Questo sempre che il donatore sia in un buono stato di salute, quindi non abbia quello che si chiama in MTC un "Vuoto di Sangue".

Conclusioni
Questa è la mia personale, personalissima, opinione. Non mi piacciono gli estremi, anche se capisco che dipendono dal punto di osservazione.
La mia intenzione era di attirare l'attenzione su come può impattare il sapere di un certo argomento nella lettura dei fatti della vita. Due miti Bruce Lee e la donazione di sangue, a cui viene data connotazione positiva, alla luce di un sapere possono assumere una "luce" diversa. Non vanno demonizzati o screditati, ma più che altro compresi a 360 gradi nelle loro diverse sfaccettature. Poi la scelta finale è quella personale.
Per me Bruce Lee resta un mito, che non imito perché prediligo un approccio più rilassato. La donazione di Sangue, pur con i limiti che ha, salva delle vite umane, quindi per me è positiva.

Bene ho terminato. E' stato un piacere scrivervi. Augurandovi una buona salute, vi mando un sincero abbraccio. 
Il vostro sempre Discepolo Nutrizionauta.

Nel prossimo post: Vegani per moda! Sarà un post tagliente...

lunedì 7 gennaio 2013

Nuova Medicina Germanica di Hamer

Bentornati e BUON ANNO 2013 a tutti voi! Visto che il mondo non ha effettuato una brusca frenata causando un tamponamento globale tra cose, persone, animali e continenti, ma tutto continua a scorrere purtroppo o per fortuna nella medesima direzione, noi diligentemente continuiamo a parlare di guarigione e di malattia.
Non so come, quando ho iniziato a studiare gli effetti del cibo sulla salute, mi sono quasi subito imbattuto nel CANCRO o TUMORE che dir si voglia. Beh la curiosità di capire il collegamento tra le due faccende era troppa che ho cominciato a comprare, leggere e studiare libri sull'argomento, però evitavo quelli relativi alle connessioni tra psiche e corpo. Troppo complesso l'argomento perché qualcuno fosse riuscito a trovare una spiegazione.Già il cervello è sconosciuto anche ai più esperti, figuriamoci nelle sue connessioni con il corpo! e le malattie gravi psico-somatiche poi? "Fuffa, aria fritta ...", era il mio pensiero.
Poi, ormai studente della SIMO di Milano, leggo e studio la teoria di Hamer e ne resto folgorato, assolutamente affascinato. Ma vediamone i punti salienti.

La Storia.
Brevemente, Hamer è il medico chirurgo padre di Dirk Hamer il ragazzo ucciso dal principe di Savoia Vittorio Emanuele nel 1978 per mezzo di un colpo di fucile. Subito dopo l'evento, il dott. Hamer prima e sua moglie poi sviluppano 2 tumori: lei al seno e lui ai testicoli. Da buon osservatore e ricercatore il dott. Hamer vede in tutto ciò un "ordine", una "logica". Quindi inizia delle ricerche con tutti gli strumenti che uno stimato medico (ai tempi) ha a sua disposizione.

La teoria.
Il suo lavoro lo porta a formulare una teoria che si basa su 5 leggi biologiche :
I legge: tutte le malattie sono il processo di risoluzione di un trauma inaspettato e inevitabile che l'organismo subisce (Sindrome di Dirk Hamer, DHS)
II legge: ogni malattia attraversa 2 fasi, quella simpaticotonica e quella vagotonica in una sequenza alternata al fine di risolvere il conflitto.
III legge: mette in relazione i livelli del cervello (tronco, paleoencefalo, neoencefalo) con la tipologia e localizzazione tissutale della malattia.
IV legge: è relativa agli agenti "esterni", cioè virus, batteri e funghi, i quali sono al servizio della risoluzione del conflitto, e non sono la causa, in relazione con i livelli celebrali e foglietti embrionali.
V legge: [...] in natura non c’è nulla che sia “maligno” o “benigno”, non si basa sulla lotta per la specie, ma, al contrario, su di un equilibrio dinamico dove tutti gli elementi sono simbiotici [...]

Questo riportato è chiaramente un riassunto dell'intera teoria, ma per avere uno spunto di riflessione è più che sufficiente. Trovate tutto sul sito ufficiale italiano della NMG di Hamer.
Hamer ha anche scoperto, mediante TAC basale senza liquido di contrasto, che alla nascita di un conflitto fino alla sua risoluzione, nel cervello si viene a formare una sorta di "vortice" definito appunto un "Focolaio di Hamer" il quale ha poi riscontro nella cosiddetta malattia fisica, cioè il riflesso sul soma della psiche..

Commenti personali.

Premetto che la teoria la trovo molto affascinante e delle basi di buon senso ce le ha. 
Sulla I legge: Il cervello controlla mediante segnali chimici ed elettrici la funzione di TUTTE le cellule ed organi del nostro corpo. L'organismo è un tutt'uno. E' una verità innegabile da chiunque. E' anche vero che il nostro organismo è quanto di più adattativo si conosca (come ho sempre detto). Un trauma di tipo DHS di sicuro crea una qualche reazione a livello psico-emotivo e di conseguenza corporeo. Mi sembra ragionevole e logico pensarlo.
Sulla II Legge: Hamer ha di sicuro scoperto "oggi" un meccanismo che in MTC già era chiaro alcune centinaia di anni fa. E cioè che una malattia ha una fase prima YANG (simpaticotonica, cioè di eccitazione, esterna, calda, ecc.) e poi è seguita da una fase YIN (vagotonica, cioè di rilascio, di raffreddamento, interna). Se la fase YIN perdura troppo (si cronicizza) si arriva alla morte, stadio più YIN dell'organismo (rigidità, freddo, privo di funzione). Quindi accetto questa II legge come una rilettura di un principio già noto, ma anche come una sorta di conferma bidirezionale.
Sulla III Legge: qui già si comincia ad andare su qualcosa che è di difficile intuizione e forse anche dimostrazione, cioè il rapporto tra il posizionamento del conflitto nel cervello e la sua tipologia/localizzazione sui tessuti dell'organismo. Vero è che come l'embrione si sviluppa secondo i foglietti embrionali, così anche le "malattie" colpiscono livelli differenti dell'organismo. E' lecito chiedersi: come mai? Qui a mio vedere personale ci sarebbero delle belle ricerche da fare, perché forse sarebbe anche dimostrabile con una certa accuratezza.
Sulla IV Legge: questa è la parte più affascinante, e cioè che virus, batteri e funghi sono simbionti, cioè al nostro servizio e non contro di noi. Beh, è un affermazione che stravolge la visione di circa 200 anni di medicina, però mi sembra un pensiero "logico". Io dico: "possono essere vere entrambe". Ragioniamo assieme. Com'è possibile che un essere umano formato da milioni di cellule che organizzate formano organi tra loro coordinati e specializzati sia messo in scacco proprio da quei microorganismi dai quali è nata la vita e si è evoluta sino alla forma attuale? E' come dire che un bimbo di asilo nido mette alle strette un premio nobel sulla sua stessa materia. Può accadere solo se il premio nobel è affetto da una grave malattia senile ed il bimbo è un genio assoluto. Cioè, finché l'organismo è in salute e forze, ed ha tutte le risorse a disposizione, riesce a controllare forme di vita più semplici, altrimenti... Un esempio? La flora intestinale, che vive in simbiosi con noi e svolge per noi importanti servizi per la nutrizione e la salute. Dobbiamo ricordarci che la mente controlla il sistema immunitario, i soldati, i quali controllano che tutto resti nei limiti ed in equilibrio. Ma se l'organismo è intossicato e/o immunodepresso, non ha abbastanza "soldati" per svolgere le funzioni di controllo e contenimento.
Altra osservazione è che i batteri non aggrediscono tessuti sani, ma tessuti malati da "disgregare", come la frutta e la verdura ormai morta che viene giustamente trasformata dai batteri.
Insomma è giusto pensare ad una funzione simbiontica di questi cosiddetti "patogeni", ma è anche pensare che per restare in salute è necessario un equilibrio altrimenti una popolazione ha il sopravvento su un altra. In fondo Pasteur dichiarò sul letto di morte "il battere è niente, il terreno è tutto".
Per ultimo, infatti, se ci feriamo il terreno si altera ed il contatto con l'aria ed i batteri liberi causa una infezione. I batteri però aiutano a disgregare le cellule morte nel trauma facendo da spazzini, ma se il sistema immunitario è depresso ed i batteri sono in eccesso, vincono questi ultimi portando ad un'infezione grave e poi ad una cancrena. Quindi dipende dall'equilibrio del rapporto tra terreno e simbionte. Possiamo agire sul simbionte tenendo la ferita pulita, ma dobbiamo agire sul terreno tenendolo pulito ed in salute, in modo che preservi il corretto equilibrio.
Sulla V Legge: su questa ho poco da dire in quanto è una sorta di legge riassuntiva che indica la filosofia dell'approccio: cioè che in natura nulla è casuale, e forse siamo noi a non aver capito come funziona. Beh, concordo al 100%.

Conclusioni.
Dai miei commenti sembrerebbe che condivido l'approccio di Hamer. Prima di tutto mi dissocio dal personaggio in quanto ascoltando alcune sue interviste la sua posizione antisemita è evidente. Aborro chiunque crei differenze e separazioni, perché guidate dall'odio e incentiva l'odio. La teoria è interessante e mi sembra anche "logica". Alla domanda "in caso di necessità ti cureresti applicando la teoria di Hamer?" la mia risposta è "non solo con la NMG". Di sicuro lavorerei prima sull'organismo, depurandolo, nutrendolo, alcalinizzandolo e contemporaneamente lavorerei sullo sciogliere tutti i conflitti che mi possono creare un qualche impedimento psico-somatico.
Può darsi che un conflitto biologico, e ne abbiamo migliaia nella nostra vita, faccia sviluppare un tumore che il sistema gestisce tranquillamente senza nemmeno che ce ne accorgiamo. Ma se abbiamo un organismo già in difficoltà tutto cambia. Acidificati, intossicati, "malnutriti" e si aggiunge un conflitto cronico o improvviso, beh allora qui il gioco è molto complicato per il nostro terreno.
Dico questo perché altrimenti non si spiegano gli aumenti di tumore ai polmoni per i fumatori, o malattie per le popolazioni che seguono una dieta di tipo "American Style", o la maggiore incidenza a chi è sottoposto a radiazioni, agenti tossici, ecc. Insomma Hamer può aver fatto luce su un aspetto, ma di importanza secondaria. Il fatto è che il ricercatore di solito è innamorato dei suoi risultati, proiettando capacità onnipotenti alla propria creatura, di fatto così trascurando altri fattori ad essa complementari.

Qui ho espresso chiaramente solo la mia opinione sull'argomento, e chi lo conosce approfonditamente mi perdonerà se non ho parlato di tutto, ma voglio ricordare che il mio obiettivo è di sollevare dubbi e riflessioni che ci insegnino a guardare il mondo con un campo visivo allargato e non ristretto da un punto di vista differente da quello usuale. Sarei già felice se vi avessi suscitato un po' di curiosità sull'argomento.

Ora vi saluto e vi aspetto al prossimo post.
Il vostro Discepolo Nutrizionauta.

domenica 23 settembre 2012

La fortuna del povero

Da un po' di tempo a questa parte sto pensando di condividere sul blog non solo informazioni riguardanti l'alimentazione ma spendere qualche post anche per riflessioni su filosofia, mente, spirito e arti marziali orientali. Tutti argomenti che mi appassionano grandemente.
Inizio con questo episodio accadutomi realmente . Tempo fa ho fatto un sogno ad occhi aperti, colorato, vivido. Reale.

Sono un uomo molto molto povero vestito di cenci che vago solo e sporco in un mercato di una città mediorientale. Nell'aria il profumo delle merci, dei cibi, le spezie ed il suono della moschea in lontananza.
Ho in tasca qualche spicciolo raccimolato con l'elemosina. - strano non ricordo di averla chiesta.- Comunque è abbastanza per comprare un tozzo di pane, una frutta o qualcosa d'altro.
Guardo e giro per le bancarelle in mezzo alla gente, ma ad un certo punto il mio sguardo è rapito da un oggetto. E' opaco, di colore bruno, una specie di ciondolo con delle incisioni di cui non capisco il significato o cosa raffigurino.
Il mercante, più un rigattiere in realtà, mi dice che è un potentissimo porta fortuna. Chi lo possiede avrà tutto ciò che desidera, ma guardandomi mi dice che non crede che io abbia i soldi per permettermelo. Io gli mostro gli spiccioli che ho, lui mi guarda ancora e mi scruta negli occhi, sospira e prende solo metà degli spiccioli che ho e mi cede il porta fortuna, dicendomi: "amico, la tua fortuna inizia da ora".
Io che sono sempre stato scettico su queste cose, guardando bene questo ciondolo, sento che mi porterà grande fortuna. Lo scruto, lo studio. E' pesante e stranamente tiepido. Ha un laccio di poco conto legato in cima. E' di forma rotonda, un po' bitorzoluto forse dovuto alle incisioni ed i rilievi. Simboli e forme senza senso apparente. Gli do una bella pulita con i miei stracci sporchi. Tolgo quel velo di ossido che si è formato nel tempo e gratto via la sporcizia dalle pieghe e dai rilievi. Finalmente ha un aspetto polito e lucente.
Mi rendo improvvisamente conto di essermi fermato proprio in mezzo al mercato, nel flusso di passaggio della gente che spinge e strattona per passare, quindi mi sposto al lato della strada polverosa e mi siedo. Qualcuno mi cede qualche moneta d'elemosina. "Però questa si che è fortuna" penso "appena  mi sono seduto e già arrivano dei soldi per mangiare". Intanto continuo a guardare, scrutare e studiare l'amuleto, quando ad un certo punto un signore si avvicina e mi chiede cos'è.
Istintivamente lo nascondo e gli dico che è un portafortuna di nessun valore. Non è una cosa che interessa un signore così distinto. "fammelo vedere per favore" mi dice. "non posso proprio", gli rispondo educatamente, ma con tono un po' irritato, "è l'unica cosa che posseggo, e mi porta fortuna. Con questo risolverò tutti i miei problemi". Il ricco signore mi guarda negli occhi e mi dice: "tu che problemi puoi avere? sei povero non hai nulla, ma sei libero di fare ciò che vuoi quando vuoi e dove vuoi. Non hai nulla da perdere e tutto da guadagnare. Prendi me invece, amico, ho un sacco di problemi. Mia moglie vuole andare via con i figli, sto perdendo tutte le mie fortune e non capisco il motivo, la mia salute è pessima, eppure tu mi vedi ricco e distinto". Poi silenzio. Restiamo a guardarci ma con sguardo assorto nei nostri pensieri a riflettere su ciò che ci eravamo detti. Lui riprende " ti prego dammi il tuo amuleto, ne ho bisogno. Sono disperato, te ne prego, non so cos'altro fare. Te lo pago bene, anzi benissimo. Di tu la cifra e l'avrai, ma devo avere quell'amuleto". Il mio diniego è fermo. inamovibile. L'amuleto mi porterà fortuna, non posso cederlo per del denaro al primo che passa. Chissà quali meraviglie mi aspettano, chissà dove potrò arrivare con questo amuleto. Risollevarmi dalla polvere e camminare nuovamente a testa alta tra la gente, pulito, sfamato e felice. Incalzo dicendo "Non posso, è il mio portafortuna. Già ha dato i primi segni di potere in pochi minuti. Non posso cedervelo. Mi dispiace, signore, è l'unica cosa che posseggo, ed è l'unica speranza che ho". Il ricco signore mi guarda. Gli occhi gli diventano lucidi e con voce tramante mi dice "allora per me è finita. perderò tutto e non avrò speranza di tornare felice. perderò i miei figli, mia moglie, i miei soldi e tutto il resto. Tanto vale farla finita". Le lacrime gli sgorgano sincere. Io mi alzo e gli metto una mano sulla spalla. Mi commuovo a vedere un uomo in quelle condizioni, e penso che vorrei poterlo aiutare.... ma come?! Cerco di consolarlo con qualche parola gentile, lui si asciuga le lacrime e mi dice "senti, tanto perderò comunque tutto quanto, lo do a te. Ti do tutti i miei soldi, la mia villa, le mie auto, le mie ricchezze, tutto, in cambio del tuo amuleto". Resta a guardarmi con espressione triste e in un certo modo sottomessa. Aspetta un ami a risposta. Non vorrei proprio separarmi da questo amuleto. Mi ha già fruttato le mie prime monete, e devo darlo a lui? però il mio cuore mi dice che ne ha più bisogno di me, quindi accetto lo scambio e gli cedo l'amuleto.
La felicità gli si legge negli occhi, sembra rinato, sembra un bambino che ha avuto un abbraccio dalla madre. Ha il viso luminoso. Non smette di sorridere e di ringraziarmi. Allora mi prende per li braccio e mi porta alla sua auto e mi accompagna alla sua casa. E' una villa enorme sulla collina, con prati ed alberi verdi e da frutta. Sembra un sogno. E' tutto pulito e profumato. Arrivati scendiamo dalla macchina ed il ricco signore da ordini al governante della casa, parla col proprio avvocato, e sbriga alcune faccende, poi si rivolge a me e mi dice: "ora è tutto tuo. ho già dato ordini a riguardo. Da ora in poi sei tu il proprietario di tutto quanto. Io l'ho ceduto per questo meraviglioso amuleto". Quindi si gira, e rimirando l'oggetto a capo basso, prende il vialetto d'uscita della tenuta. Lo guardo finché la vista me lo consente e mi dispiaccio un po' per il mio amuleto porta fortuna. Vabbé, vedremo....
E' ormai il tramonto. Sono rimasto solo in piedi nel giardino di questa villa splendida, ancora con i miei cenci indosso. Improvvisamente una consapevolezza mi assale ... come un fulmine a ciel sereno: "ma sono diventato ricco come non avrei mai immaginato e nemmeno me ne sono accorto! l'amuleto ha funzionato! Eccezionale! ha funzionato ... ha funzionato".

A questo punto mi sono ri-svegliato dal mio sogno ad occhi aperti ed ho riflettuto su questa mia piccola avventura in un universo parallelo. Ero povero ed ho creduto, grazie all'amuleto, di essere molto molto fortunato. Più che crederci volontariamente, ricordo che era proprio una sensazione che veniva dal profondo. Sapevo di essere fortunato, ci credevo intimamente. Non è stato l'amuleto da rigattiere senza alcun valore a portarmi fortuna, sono stato io che ho modificato il mio modo di pensare e di sentire, tanto che un'altra persona ha percepito e desiderato la stessa cosa.

Il sogno è stato fantastico e l'avventura mi ha anche lasciato un piccolo insegnamento.
Ora non saprei dire se ho mutuato questo sogno da qualcosa di già letto o visto o raccontato, sta di fatto che l'ho vissuto ed è valso più di mille libri e racconti che spiegano questa cosa.
Ho sempre sentito di essere fortunato ma dal giorno del sogno ne ho una nuova e più potente consapevolezza.

La legge di attrazione spiga più o meno questo "se pensi di essere fortunato ti arrivano tutte le cose che ti porteranno fortuna, se pensi di essere sfortunato sarai sfortunato". Ma più che un "pensare" è un "sentire", è un crederci.... Leggevo su libro "So quel che pensi" di Torsten (il famoso mentalist) di un esperimento di psicologia per verificare la famigerata fortuna dei fortunati. Beh lo studio ha evidenziato che quelli che si credevano fortunati erano più rilassati degli altri e che il test era risultato più positivo perché trovavano più "premi" nascosti nel test (che poi era il vero test).
Quindi arriviamo a capire che ad un primo livello il mondo che vediamo passa attraverso la lente della nostra mente e quindi viene distorto. La distorsione la determiniamo noi con ciò che crediamo. Di solito si distorce il mondo secondo le nostre esperienze emotivi, tipo "sono tutti stronzi", "sono tutti ladri", "gli extracomunitari sono sporchi", e chi più ne ha più ne metta. Se vi incattivite col mondo il "mondo" si incattivisce con voi. Ma se pensiamo, o meglio sentiamo, pensieri ed emozioni positivi, i risultati sono impressionanti. A riprova di questo avrei talmente tanti episodi fortunati da riportare che mi ci vorrebbero diversi post e mesi per raccontarveli.

Bene la storia è finita, ma il sogno l'ho fatto davvero! Spero che vi possa dare una qualche ispirazione . Quindi vi saluto e non mi resta che augurarvi BUONA FORTUNA.
Un abbraccio dal vostro Discepolo Nutrizionauta.

domenica 2 settembre 2012

Il tumore è un raffreddore (parte 2)

Rieccoci per continuare il delicato discorso sul tumore iniziato al post precedente... Il quadro d'insieme. Ora mettiamo insieme tutte le informazioni viste prima e se sono coerenti tra loro, vuol dire che una base di verità ci deve essere da qualche parte. O almeno possiamo scrutarla, intuirla... 

Cause della malattia:
  1. il cibo malsano (industriale) contiene una quantità di agenti chimici tale da renderci una discarica tossica ambulante (l'odore delle persone e delle evacuazioni ne è un chiaro segnale).
  2. l'uso di cibi costituiti da protenine animali (carne, pesce, uova, latte e formaggio di cui abusiamo quotidianamente) tendono a rendere acido il terreno ed attivare le reazioni cancerose. Abbassamento del sistema immunitario. Quindi ci ammaliamo.
  3. i farmaci, agenti chimici esterni, invece di intervenire per "aiutare" il nostro organismo, gli richiedono maggiore impegno per depurarsi. Non riuscendo a smaltire tutti prodotti chimici introdotti, si avvelena ulteriormente ed inesorabilmente (gli antibiotici devastano il sistema immunitario).
  4. traumi psicologici corti ed intensi, stress continuativi, disagi sociali, traumi passati irrisolti, abbassano fortemente il sistema immunitario favorendo la malattia - qualsiasi malattia - di tutto l'organismo e/o di specifici organi. La PsicoNeuroImmunologia lo conferma inesorabilmente. Quindi altre medicine. Quindi altra intossicazione.
  5. il terreno ormai degenerato, intossicato e soprattutto acidificato, diventa fertile per la candida che trae forza dall'ambiente a lei affine. Se un'organo maggiormente degenerato ed indebolito permette alla candida di ATTECCHIRE E METTERE RADICI, la candida inizia a crescere. La cosa importante è capire un passaggio fondamentale, cioè che la candida, che abbiamo tutti in misura diversa e tenuta in equilibrio dal nostro sistema immunitario, cambia stato e attecchisce andando in profondità nell'epitelio. Cioè mette radici. Da li in poi, il fungo cambia modo di crescere, si forma una colonia organizzata e diventa un fronte compatto che cerca di guadagnare letteralmente terreno.
  6. L'ultima speranza per l'organismo ha di salvarsi è "murarla", inglobarla, contenerla a costo di ogni altra cosa, quindi le cellule locali iniziano intelligentemente a riprodursi più che possono per rinchiudere il fungo invasore. Da qui in poi è una gara tra il fungo e le cellule. Se il fungo sfugge dal sito di attecchimento, si verificano le metastasi, se le cellule riescono nel contenimento la massa diventa stabile. Ma il fungo di certo non si fermerà...
Questo ovviamente è uno scenario partorito dalla mia fervida immaginazione NON supportato da ricerche scientifiche ufficiali, ma potrebbe essere vicino alla verità. NON sono un medico, ma affrontare la questione con un modello differente forse può aprire nuove strade. Ma continuiamo il ragionamento e riassumendo, in linea generale avremo: 

Cattivo stile di vita --> Tossiemia --> Acidificazione --> Malattia --> Morte.


Quindi per guarire è indispensabile intervenire sull'intero terreno non solo localmente! La chemioterapia, che è cancerogena* attenzione, intossica ulteriormente il terreno. Per modificare il terreno, ci vuole un cambio radicale di abitudini, alimentazione, attività, pensieri ed emozioni.

Opportunità per la guarigione.
  1. La terapia del dott. Max Gerson guarisce il cancro dal 1950 depurando l'organismo (il fegato principalmente) e rafforzando il sistema immunitario con frutta, verdura, succhi e clisteri. Ristabilendo quindi anche un corretto ph dei tessuti. Si ottiene un terreno alcalino.
  2. La dieta di Ehret, agendo su cibi che eliminano il "muco" (cioè lo stato tossemico ed il muco che il corpo produce a causa della tossemia) ha gli stessi effetti della cura Gerson. Aggiunti ai clisteri anche qui consigliati, le due "cure" sono molto "imparentate". Si ottiene un terreno alcalino.
  3. L'approccio del PhD Young nel suo testo "pH miracle" (il miracolo del ph alcalino) da indicaizoni chiare su come ristabilire la salute ripartendo dalla basicizzazione del terreno. Inutile dire che coincide anche questo con gli approcci citati poc'anzi. Le persone di cui presenterò l'intervista hanno seguito con successo questo metodo. Si ottiene un terreno alcalino.
  4. Il dott. Simoncini elimina la candida, forzosamente certo, applicando lavaggi con una soluzione alcalina (5% di bicarbonato di sodio) direttamente sulla massa cancerosa, risultando efficace per la regressione del tumore. E' il modo più diretto, ma necessita modificare le proprie abitudini per non ricadere nuovamente prede "dei funghi assassini". Ma ormai il meccanismo lo abbiamo capito bene ... Si ottiene un terreno alcalino.
Tutto torna. Beh, adesso è chiaro cosa succede in caso di cancro, no?! Mangi male e ti intossichi - mettiamoci anche aria inquinata, acqua clorata, eccessi di elettromagnetismo, ecc. Dato che quasi sicuramente si ha un qualche organo più debole degli altri, questo "arranca" un po' nello stare dietro alla disintossicazione ordinaria necessaria per l'eliminazione degli inquinanti a cui sottoponiamo l'organismo. Qualche malattia ti porta ad assumere antibiotici e farmaci sintomatici, peggiorando la situazione. Poi magari mettiamoci l'arrivo di un trauma psicologico (pesante o magari anche leggero) o uno stress emotivo cronico, un antico rancore, una situazione irrisolta, ecc. Ad un certo punto ... BAM! Come un chiodo che cede e fa cadere il quadro, ci si ammala di cancro ad un determinato organo. 
Cosa è successo? Semplice, il tuo sistema immunitario ad un certo punto è stato troppo depresso, il terreno troppo acido, i meccanismi di depurazione e tamponamento dell'acidità ormai esauriti, insomma gli hai remato contro troppo spesso per contrastare una candida sistemica che a questo punto attecchisce in profondità, la quale ha trovato terreno fertile (acidificato e tossemico) proprio nell'organo (o sistema) più debole e lì ha posto la sua residenza. 
Il resto è storia, come si suol dire.


Conclusione.
Mi sembra che tutto sia coerente. Sembra incredibile, ma anche le altre malattie degenerative, cosiddette incurabili, trovano soluzione con rimedi che intervengono PESANTEMENTE sullo stile di vita (nutrizione, stress, esercizio fisico, ecc.) e su una depurazione profonda dei tessuti avvelenati. Il fatto anomalo è che di cancro campano più persone (soprattutto ad alti livelli) di quante ne muoiano (sopratutto a quelli bassi). 

Fortunatamente anche qualche istituto ufficiale si è svegliato e ci sono programmi di ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità che sta sperimentando protocolli che si basano sulla modificazione del pH della zona tumorale, addirittura con il bicarbonato di sodio (Simoncini docet).

Quindi il mio consiglio è:

Siamo tutti guerrieri, cavalieri in splendide armature lucenti dotati di grandi armi ed abilità, ma ci fanno sentire pulcini bagnati per dominarci e spremerci. Io vi dico: "arriverà il giorno in cui cadremo, ma non è questo il giorno!". Quindi battiamoci fino alla fine, la vittoria sarà nostra, ma con le nostre armi non con le loro.
Auguro a tutti voi lunga vita e prosperità di cuore.
il vostro affezionato Discepolo.

PS. nel caso avessi offeso la sensibilità di qualcuno, chiedo scusa per questo atto involontario.

Riferimenti Bibliografici
 * Guarire con il metodo Gerson - C.Gerson B.Bishop - Macroedizioni
 * Guarire le infezioni da candida - V.Pignatta - Macroedizioni
 * Il metodo di guarigione della dieta senza muco - A.Eheret - Juppiter Consulting
 * Il cancro è un fungo - T.Simoncini - Edizioni Lampis
 * The China study - T. Colin Campbell
 * Il miracolo del pH alcalino - Robert O. Young





NOTE
* [...]Secondo la normativa vigente (Provvedimento 5 agosto 1999 G.U. n° 236 7/10/99) i residui di CTA possono essere smaltiti come RIFIUTI SANITARI PERICOLOSI. [...] Pag.18.

martedì 31 luglio 2012

Il tumore è un raffreddore (parte 1)


Bentrovati cari amici. "Scusate il ritardo", ma ho appena sostenuto l'orale dell'esame di fondamenti di MTC, per nulla banale. Tante cose da raccontarvi, ma per ora ci occuperemo di altro. Quindi veniamo a noi.
Questo doveva essere un post che riportava un'intervista fatta a due persone speciali che ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere, ma che per questioni tecniche e di tempo devo rimandare ad un prossimo post. Però, dopo diversi libri studiati a suo tempo, mi sono fatto un'idea del tutto personale, ma condivisa da altri, sul cancro o tumore, che dir si voglia.
Il titolo è provocatorio lo so, ma è per scuotere le coscienze, sempre portando il massimo rispetto alle migliaia di vittime che se ne vanno tra mille sofferenze, ogni anno. Il mio pensiero va a loro, più vittime del sistema che di una cosiddetta malattia che da più l'idea di un mostro imbattibile che di una perdita di salute. Ma il mostro può essere battuto se si capisce la sua natura. E voi direte: "bravo arrivi tu che sei il signor nessuno e voi insegnare il mestiere ad oncologi e ricercatori?" ed io rispondo: "non è che fino ad oggi abbiano fatto un buon lavoro se questa malattia falcia sempre più persone, no? è un dato di fatto. Magari un punto di vista differente potrebbe aiutare, se c'è la volontà ...". Forse i paradigmi fin'ora adottati dalla medicina-scienza ufficiale vanno cambiati. Ma cominciamo dall'inizio, come si suol dire ...


Amarcord.
è ormai dal 2007 che mi interesso di nutrizione e di cancro. Nel 2001 soffrivo di mal di testa "spacca cervello" tutti i fine settimana oltre ad alcuni episodi settimanali, "curati" con medicinali standard. Poi nel 2007 scopro, con l'aiuto di bravissimi professionisti, che in realtà il mio problema era legato al cibo. Il malessere intestinale si ripercuoteva sulle mie catene muscolari posteriori ed arrivava come una lancia alla base della nuca infliggendo dolore senza limite. Studiando quanto più riuscivo a trovare sulla nutrizione - per capire come si diventa intolleranti ed eventuali rimedi per tornare "normale" -, scopro che il cibo ha da sempre un legame con la salute e le malattie degenerative.
Gli elementi di base. Mi interesso quindi di cancro, la bestia più nera da affrontare prima o dopo, chi più chi meno ("tocchiamo" e incrociamo le dita). Solitamente diciamo a noi stessi, "ma và a me non capiterà, non fumo, ho fatto sport e mangio equilibrato!". Succede un po' come per prendere l'aereo ed aver paura di volare. Ripeti a te stesso che fanno decine di voli al minuto e non succede mai nulla, quindi la statistica ti è favorevole - al contrario del cancro -, ma in verità quello che ti spaventa non è la statistica, è l'inevitabilità della fine nel caso si verifichi l'incidente. Questi due eventi, tumore e incidente aereo, non lasciano quasi alcuno scampo. Leggo che ti rileggo, scopro il laetrile (vitamina B17 contenuta nei noccioli della frutta), nel libro del dott. Nacci che scrive "1000 piante che curano il cancro" (più di 500 pagine!!! - non le ho lette tutte, ammetto). Quindi il cibo c'entra con il cancro. Si ma come? Quale legame c'è tra i due?


Il libro di Charlotte Gerson sulla terapia del dottor Gerson - altro genio ostracizzato - racconta dettagliatamente l'approccio nutrizionale per la cura del cancro. Cancro e cibo sono inevitabilmente legati, concetto compreso da più personaggi scientifici.
Poi studio un libro sulla candida, il quale affronta il problema della candidosi con un approccio nutrizionale ed antimicotico naturale, cioè senza medicinali normalmente detti. Continuo a studiare e cercare di capire. Arrivo a comprendere il concetto fondamentale e cioè che il cibo cambia l'acidità del corpo. Se il tuo corpo è leggermente alcalino (ph del sangue di un vivo sano è 7.365 - alcalino per l'appunto) il sistema immunitario è agevolato, le ossa non si smontano e le cellule lavorano meglio. Quindi l'intero ambiente cellulare (matrice extracellulare) è a favore della vita per mantenere quell'equilibrio indispensabile con virus e batteri, sempre presenti nell'organismo: "il virus/battere è nulla, il terreno è tutto" confessava alla moglie il sig. Pasteur in punto di morte. Scienziato che ha dedicato la vita a battersi contro i batteri! (sapete... la pastorizzazione...). Quindi si lavora sul terreno per mantenere la salute, non sull'agente esterno aggressore.

Il Cancro, forse è solo un raffreddore.
Poi mi imbatto nella teoria del dott. Simoncini. E qui unendo i puntini, come dice Steve Jobs, capisco il disegno complessivo. Simoncini è un Medico oncologo a mio avviso geniale, boicottato senza esclusione di colpi per aver pubblicato e praticato un protocollo di cura del cancro che si basa sullo sconfiggere LA CANDIDA!
Eh?! Cosa c'entra LA CANDIDA?! ma non è un fungo! Ma il cancro non abbiamo detto che è legato al cibo? ... E invece la candida, c'entra! Tumore e candida sono spessissimo presenti contemporaneamente nell'organismo.
Secondo il dott Simoncini è la candida la causa delle masse neoplastiche che vengono a formarsi, non il contrario come afferma la medicina ufficiale - beata sicurezza. 
La medicina ufficiale infatti afferma che la degenerazione dei tessuti rende il terreno utile per la candida, che quindi è un fungo opportunista. La causa del cancro sono cellule geneticamente impazzite dovute a fattori esterni. E noi dobbiamo subire tale infausto destino.
Basta cambiare l'ipotesi di partenza e... qualcosa di nuovo si "scopre". Ebbene si, una colonia troppo cresciuta di candida albicans (e non solo) si impianta nei tessuti, passa da uno stato superficiale (epiteliale) ad uno più profondo, e dopo aver messo radici comincia a crescere. 
Un po' di bicarbonato di sodio (antimicotico ALCALINIZZANTE) sulla zona tumorale e il "tumore-raffreddore" và via nel giro di qualche giorno o qualche settimana. Scandalo! Sacrilegio! Blasfemia! La medicina ufficiale non può accettare un tale smacco: "...anni di ricerche e fondi multi miliardari e poi arriva questo Simoncini che ci dice che basta  del banale bicarbonato di sodio da quattro soldi... ma andiamo! Su queste cose non scherziamo! è un ciarlatano!" Il pensiero della medicina ufficiale non lascia spazio a dubbi. 
Arriva il giorno in cui una paziente in stato terminale si rivolge al dottore, cioè a pochi giorni dalla sua morte. Simoncini cerca di aiutarla, pur sapendo che ormai era al termine e fallisce. Quindi la paziente muore, ed il figlio della signora cosa pensa di fare? Denuncia Simoncini, ovviamente! Certo nessuno denuncia gli oncologi e gli ospedali che applicano un protocollo ufficiale omicida che fa morire i pazienti come mosche usando chemioterapie cancerogene! Ma all'ordine dei medici non serviva altro, e così viene radiato su due piedi e finisce ovviamente in tribunale. Fuori un'altro... vittoria!*



Purtroppo il post è po' lungo, quindi vi lascio con la suspance e... vi rimando alla prossima puntata.
Nella prossima puntata tireremo le conclusioni e riporterò le informazioni relative ad attuali ricerche dell'ISS su tali argomenti. Da non perdere! ;-)

A presto Nutrizionauti!


NOTE
* ho riassunto la vicenda colorandola, chi volesse però approfondirla sul web e sul libro trova tutte le informazioni.

lunedì 5 marzo 2012

Estremista o non-estremista, questo è il dilemma!

Ciao a tutti, eccoci per il consueto post su un nuovo argomento di riflessione.  In questo caso l’argomento non è un “pre digerito” mutuato da altre fonti. Quindi quello che state per leggere è “farina del mio sacco” …. ma integrale!
Iniziamo col dire che mi sono convinto, attingendo da diverse fonti e prove dirette, che l’uomo è in fondo un animale frugivoro-erbivoro. Infatti il nostro organismo GODE nell’appropriarsi dei frutti (commestibili) degli alberi e delle foglie di alcune erbe (tipo le insalate). Per frutti intendo sia frutta secca che frutta fresca, che si modulata a seconda della stagionalità, cioè d’estate è prevalente la presenza di frutta fresca, succosa e dolce, mentre d’inverno prevale la frutta secca, ricca di grassi, minerali e carboidrati complessi. Partendo da questo mio presupposto, si potrebbe dire: “ecco il solito estremista! Solo frutta e verdura a foglia verde, e tutto il resto? Estremista!”. Per il “tutto il resto” rimando ad una trattazione successiva degli studi di Louis Kervran, scienziato francese della metà del ‘900. Qui ed ora, trattiamo dell’ “ESTREMISTA!”.
La domanda che mi sono posto è “ma se il mio presupposto  fosse vero, saremmo veramente degli estremisti? E detto tra noi, che male ci sarebbe ad essere all’estremo di una curva?”. Allora ho cercato inizialmente un qualche essere MAMMIFERO in una condizione di alimentazione più estrema della nostra. Mi è venuto in mente il panda, il simpatico mammifero “taoista” (bianco e nero) che si nutre di un solo cibo: foglie e steli di bambù (simbolo del WWF) Motivo per il quale si sta estinguendo, in quanto sparita la fonte di sostentamento sparisce anche la specie … e qui arriviamo ad un primo punto: “sopravvive la specie chi si adatta alle condizioni ambientali che mutano”. Noi siamo qui, quindi ci siamo adattati e con successo. Ma su questo punto ci ritorneremo dopo. Quindi il panda si trova sicuramente ad un estremo più pericoloso del nostro essere frugivori-erbivori.
Poi ho cercato un qualche essere sull’altro estremo, cioè che si ciba di tutto di più, e mi è venuto in mente il maiale. Poverino è diventato oltre che cibo umano, anche il sinonimo di chi mangia senza limite di quantità e di qualità. Inoltre il maiale è anche coprofago, cioè mangia la cacca! Beh, più di così non si può. Mangia frutta, verdura, carne, radici e la cacca. Lui è sicuramente ONNIVORO (cioè che si ciba di ogni cosa possibile).
Bene abbiamo stabilito i due estremi, ai quali l’uomo con entrambi i suoi tipi di alimentazioni (frugivora-erbivora, “pseudo-onnivora”) non appartiene. Ma allora dove ci posizioniamo. Abbiamo capito che siamo nel mezzo, ma dove?
Per stabilirlo ho adottato due criteri di quantificazione, i TIPI di cibo (vegetale, animale, coprofago, ecc.) ed il numero di FONTI che offrono tale cibo. Applicandolo ai nostri due amici animali di prima otteniamo:
  • Panda à 1 tipo; 1 fonte à selettivo
  • Maiale à 4 tipi; n fonti. à onnivoro-coprofago

Per chiarire il modello, riporto nello schema altri animali di riferimento, ma giusto per visualizzarne l’alimentazione ed il loro posizionamento. Tra questi c’è anche l’animale umano, che come potete vedere tutto è tranne che agli estremi (come già evidenziato prima).
Ho quindi ordinato il tutto secondo una classificazione basata sui due attributi (tipo, fonte) e la categoria (selettivo, non-selettivo, onnivoro, ecc.). Cosa vuol dire “1 Tipo; n Fonti”? Vuol dire che, ad esempio, il leone si nutre di carne, ma non solo di un'unica fonte di cibo (solo gazzelle, solo zebre, solo elefanti, ecc.), ma di varie fonti a seconda delle disponibilità e necessità. “3 Tipi n fonti”, invece si riferisce a frutta, vegetali e cibi animali, e diverse fonti di disponibilità.

Beh ora è un po’ più chiaro e sembra che l’uomo, posizionato più o meno nel mezzo, si sia allontanato dalla sua dieta omo-compatibile (ma non di tanto) introducendo fonti di cibo di derivazione animale (secondo il mio modello).

Quindi la domanda successiva è: "ma perché l’ha fatto?". Se è vero che il cibo giusto da forza, salute, longevità, intelligenza, ecc. perché ha voluto perdere tutto ciò? L’umanità ha adottato una alimentazione che ha scambiato la salute e la longevità sul lungo periodo in cambio di … ovvio! La SOPRAVVIVENZA della specie a breve periodo. Se stai morendo di fame e DEVI sopravvivere, come i protagonisti di Alive) ti riduci anche a mangiare un tuo simile! (la natura non è ne buona né cattiva, ma funzionale). Quindi abbozzo un’ipotesi di fantasia:

l’ominide è un primate frugivoro. Glaciazione  à  la vegetazione va al collasso. I grandi animali come i dinosauri (erbivori e carnivori) si estinguono. Necessitano di troppe risorse e se gli erbivori scompaiono, subito dopo è il turno dei carnivori … cioè la catena alimentare si interrompe. L’ominide è più piccolo, necessita di minori quantità di cibo ed energia ed in carenza di vegetazione si rivolge alle fonti animali a lui abbordabili: carcasse, uova, volatili e piccole bestiole.

Il mistero sembrerebbe risolto … e forse è proprio così semplice. Chissà?!
Mi ricordo l’osservazione di un antropologo: “l’uomo non domina il pianeta perché è l’essere più intelligente, ma perché è il più aggressivo”. Adattamento, manualità, socialità e l’aggressività data dalla nuova dieta carnea fa dell’ominide l’essere più temibile del pianeta Terra, che quindi ha maggiori chance di sopravvivenza in condizioni critiche. La natura ci ha fatto straordinariamente meravigliosi se siamo riusciti a fare tutto ciò. Poi le varie necessità sociali, il poter accedere con regolarità a cibi indipendentemente dalle stagioni, ecc. ci hanno fatto diventare stanziali e coltivatori, favorendo ulteriormente lo sviluppo della specie e della società.
Però … Però l’organismo non si è adattato ai nuovi cibi. La prova? Ci ammaliamo!
Però … Però non siamo più in condizioni di sopravvivenza, giusto? Siamo in condizioni di abbondanza, quindi perché continuiamo a proseguire sul percorso di una alimentazione che ci uccide in fretta e con sofferenza, quando invece potremmo tornare alla nostra naturale alimentazione per vivere a lungo, forti , belli e soprattutto SANI?!
Abitudine, cultura erronea, interessi commerciali, paura  e chi più ne ha più ne metta, ci tengono bloccati in questa situazione di specie misera e malata.
Se mi sono spinto oltre con il ragionamento e la fantasia, sono sicuro che me lo farete notare, intanto aspetto numerose le vostre riflessioni a riguardo. A presto cari ...