The China Study: il salvavita

domenica 30 maggio 2010

Dubbio e pensiero comune

Oggi voglio parlare di dubbi. Tra amici e familiari sono ovviamente considerato un "tipo strano", fuori dalle righe. Spesso le mie convinzioni sono in netta opposizione con il pensiero comune. Cioè quel modo di pensare standard che fa sentire l'appartenenza ad una comunità. Di fatto il pensiero comune è l'equivalente della tendenza nel mondo della moda. Se sei vestito secondo la moda corrente, sei accettato e riconosciuto dal gruppo sociale a cui appartieni, altrimenti sei fuori! Il pensiero comune fa sentire tranquilli e non fa sentire soli. Ecco a me non interessa né la moda di tendenza né il pensiero comune, se non si rivelano di una qualche utilità per la vita in armonia con l'ambiente e le persone.
Ma torniamo al dubbio. Ciò che mi differenzia maggiormente dalle persone che mi circondano è una forma mentis basata sui dubbi.
Sovente abbiamo dubbi che fanno nascere domande per le quali cerchiamo una risposta. Personalmente mi sento diverso in quanto le risposte le cerco "altrove", cioè fuori dal pensiero comune, che ovviamente già conosco.

Si potrebbe dire che il dubbio è padre della curiosità, come la curiosità è figlia dell'intelligenza.
Citando il nobel Bertrand Russel "La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé, mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." E' qualche giorno che rimugino su questa affermazione, chiedendomi il significato meno evidente. Perché dubbio ed intelligenza sono collegati? Cosa li accomuna? Ieri sera un'amica mi ha dato la risposta, suo malgrado ed incosapevolmente. Se sei sempre sicuro di quanto sai, o credi di sapere, non sarai mai aperto a nuove informazioni, quindi la tua mente non acquisirà nuove nozioni e concetti, restando costante nel modo di pensare. Cioè la certezza che non lascia spazio ai dubbi non fa crescere.
L'intelligenza, in una definizione molto riduttiva, è la capacità di adattarsi alle condizioni che cambiano. Se si ha un numero limitato di informazioni e capacità, l'adattamento al cambiamento è assai difficile e si subiscono le condizioni del sistema a cui si appartiene. Mentre il soggetto che possiede un maggior numero di opzioni rispetto agli altri, controlla il sistema.
Questo concetto, è espresso in cibernetica come varietà indispensabile.
I dubbi quindi fanno acquisire nuove capacità rispetto al pensiero comune, aumentando la nostra varietà indispensabile all'interno del sistema in cui siamo inseriti. Inoltre i dubbi ci permettono di scoprire abitudini errate che ci ancorano in modo statico ad una realtà mutevole, e danno nuova linfa alla mente dandole la capacità di adattarsi per soddisfare le proprie esigenze.

Il dubbio risulta essere quella porta che permette alla mente di restare aperta. Come una stanza. Se un locale è senza porte, nessuno può entrare, rendendo inutile l'esistenza del locale stesso. Ma se questo è dotato di porte, un flusso di persone potrà entrare ed uscire usandone le funzioni (cucina, salotto, bagno, ... ). Così è la mente.
Se si hanno dei dubbi (le porte), risposte da varie fonti possono entrare, popolando la mente e dando vita a nuovi pensieri ed idee. E questo fa crescere, aumentando la varietà indispensabile, il potenziale di adattamento e di crescita.
Ma come si può definire un dubbio? Come si può far nascere? Il dubbio deve nascere dall'ipotesi di falsità dell'attuale certezza fondata su credenze altrui. Cioè pensare che ciò che ci viene detto o fatto sapere, è falso, ed è vero invece l'esatto contrario. Partendo da questo presupposto, bisogna pensare come cambierebbe la realtà se tale ipotesi fosse verificata. Se avesse delle ripercussioni notevoli, allora va assolutamente indagata, ed approfondita, soprattutto prendendo in considerazione idee e fonti diverse e divergenti. Questo permette di accumulare informazioni che nel frattempo vanno a formare nuove idee sulla questione, facendo nascere un'opinione originale. Dopodiché il tutto va verificato, provando in prima persona, se possibile, per confutare il nuovo pensiero.
Un metodo che si può usare per aprire più porte possibili, potrebbe essere quello di domandarsi, soprattutto sulle convinzioni che sembrano consolidate: e se non fosse così?.
Fate caso che il pensiero comune è determinato dal fatto che la classe "sapiente", la quale è stata formata da una classe sapiente prima dell'attuale, forma una nuova classe di sapienti. E se le basi da cui sono partiti fossero sbagliate? Qualche anno fa hanno dimostrato l'ultimo teorema di Fermat, uno dei dieci più difficili problemi degli ultimi 350 anni. Ma in questi 350 anni, su quella congettura (teorema non dimostrato) sono state costruite una montagna di deduzioni. Immaginate se la verifica di tale teorema lo avesse confutato. Uno tsunami matematico avrebbe cambiato le sorti della matematica e dell'informatica moderna. Ora immaginate che alcuni principi di medicina, sociologia, fisica, ecc, subiscano lo stesso destino. Ed è accaduto! Più di una volta. E continua ad accadere, in quanto il potere errato dei "sapienti" è sostenuto dal potere commerciale e quindi persevera.

Diffidare quindi dei "guru della verità", come l'amata televisione, come la stampa di potere, come i libri di personaggi televisivi e come i dupe, è l'inizio di ogni percorso in "fuori strada". Smettiamo di parlare per sentito dire. Approfondiamo l'argomento di cui vogliamo trattare o altrimenti asteniamoci.
Questo ci pone di fronte ad un altro problema: avere fonti affidabili. Affidabili? Sulla base di cosa?! Sulle informazioni che arrivano dalla stessa fonte? "Oste ma il vino è buono?... Certo!". Allora come giudicare? Beh, conoscere la forma di pensiero di un autore è già qualcosa: è di destra o sinistra? E' conservatore o progressista? Ha relazioni con l'industria legata all'argomento di cui tratta? ha interessi diretti o indiretti (apparenti) nel parlare bene o male di un certo argomento? E così via. Faccio un esempio. Un medico che scrive un libro per la cura di una certa malattia suggerendo certi farmaci (o principi attivi), che lavora in un ospedale alimentato dalla farmaceutica che produce quei farmaci, NON è affidabile.
C'è un metodo per riconoscere se un autore è degno di attenzione: il sistema dell'informazione, e non solo, lo prende di mira e cerca di distruggerlo e screditarlo. Quello è un autore sicuramente da approfondire. Non dico di credere a tali personaggi, ma di prestargli attenzione in modo da sapere perchè viene preso di mira dal sistema basato sulle normali credenze e pensiero comune. Un'altro sistema è cercare "gli scomparsi". Il web in questo è lo strumento principe, che permette di rintracciare fonti fuori dalla portata dei mass-media. Navigate, gente, navigate.
Infine, una volta acquisite le nuove informazioni, siamo noi a discriminare se queste sono coerenti tra loro, ne troviamo i collegamenti, ne traiamo conclusioni e le facciamo nostre in un nuovo pensiero creativo.

Torniamo al dubbio. Abbiamo visto cos'è, come farlo nascere e come soddisfarlo. Ora non resta che applicarlo. E' chiaro che non si può applicare a tutto-tutto-tutto. E' impossibile. Ma per argomenti a noi cari è quasi un'obbligo. Io mi interesso di nutrizione, di salute, e pratiche fisiche relative alla salute. E' proprio a questi amati argomenti che applico una tale forma di pensiero, per stanare strade nuove che abbiano un solo obiettivo: il benessere. Basta che funzioni, dico io, e ce lo dice anche Woody Allen che lo descrive con un bellissimo e profondo film (che consiglio). Buttare via ogni forma di conformismo per aderire alla verità ed alla nostra natura.
Bene ora vi saluto perché non sono proprio sicuro di avere ancora cose da scrivere o di aver scritto cose interessanti. Devo approfondire alcuni dubbi che mi avete fatto nascere mentre vi scrivevo. Spero nel frattempo di aver fatto venire qualche sano dubbio anche a voi.
A presto

2 commenti:

  1. Prima di tutto complimenti per il blog.

    Ammiro le idee che fanno pensare, anche se penso che tu debba per coinvolgere più lettori cercare d'essere più conciso: nell'era della corsa, il riassunto é un'arma potente (questo non vuol dire che io sarò conciso! :D)

    Interessante prima di tutto l'immagine di Giordano Bruno. Mi sono letto il suo profilo su Wikipedia e l'ho trovato molto interessante, soprattutto nel discorso iniziale. Se poi pensiamo che la fisica ci offre l'immagine non di un universo, ma di un multiverso influenzato dalla nostra stessa capacità di osservatori, é chiaro come si può arrivare alla non definibilità della Verità in senso assoluto.

    Nessuno possiede la verità, ne tu, ne io, ne nessuno.

    Allora perché cercarla?

    Sono curioso di sentire il tuo spunto su questo :D
    Si cerca la verità perché non si può fare altro, nel nostro tempo che i Negrita secondo me in una frase riescono a fotografare perfettamente " Ma oltre alla pancia piena nessun nutrimento" (Album Helldorado). Si cerca la verità perché tramite essa sia ha potere. Sarò pessimista, ma il possedere la Verità ti da potere, su te stesso e sugli altri.
    Potere effimero, secondo me, ma é un'altra storia.

    Che volevo dire? Che sono pieno di dubbi, ma non mi ritengo di certo intelligente (evvai di modestia a buon prezzo!).
    Sono i senza dubbi, i fanatici (non in senso solo religioso), le persone chiuse nelle loro idee, concezioni e nel loro piccolo cerchio che mi spaventano, perché attirano a se tutti gli altri, come se fossero dei buchi neri.

    E ti dirò, sono proprio i senza dubbi che attirano i dubbiosi come noi, pensaci su :D

    Alb

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  2. Rif. "[...]Quello è un autore sicuramente da approfondire. Non dico di credere a tali personaggi, ma di prestargli attenzione in modo da sapere perchè viene preso di mira dal sistema basato sulle normali credenze e pensiero comune[...]"

    Giusto ma, facendo attenzione a non cadere nella trappola dei "ciarlatani" ;-) perchè se in un certo senso il pensiero socialmente condiviso ci da un senso di fiducia e di sicurezza... il pensiero laterale spesso è come un territorio inesplorato che può essere pieno di belle sorprese ma anche di pericoli/trappole, quindi prudenza, attenzione ma soprattutto buon senso (il Nostro buon senso non quello "comune", ammesso che siamo ancora in grado di riconoscere il nostro buon senso da quello socialmente imposto).

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