The China Study: il salvavita

giovedì 20 maggio 2010

Equilibrio


Oggi parlo di equilibrio. Nessuno come gli antichi è arrivato alla conoscenza intima dell'essere umano in termini di relazione con l'ambiente circostante e con l'io interiore. Se tra questi elementi non vi è equilibrio, non ci può essere salute.

La nostra società occidentale moderna si basa sulla filosofia razionalista di Cartesio che ha "smontato" la realtà per razionalizzarla e semplificarla. Utilissimo per le scienze matematiche e tecniche, ma poco significativa, secondo me, per le scienze umane. Quest'atteggiamento da emisfero sinistro del cervello fa perdere la capacità di una visione olistica, tipica dell'emisfero destro.
In oriente invece si è prediletta l'osservazione del tutto per comprendere le leggi che regolano l'uomo, il mondo e l'universo. Pur ammettendo gli enormi progressi tecnici dell'umanità occidentale, mi piace di più la visione olistica orientale della vita. Altrimenti sarebbe come cercare di capire il messaggio di un pittore, osservando i singoli pezzi di un puzzle che formano il quadro. Impossibile riuscirci.

Per parlare di equilibrio quindi mi rifarò al TAO della filosofia orientale che ha il significato di VIA, percorso. Il TAO (in figura) deve essere letto in senso dinamico, cioè in rotazione attorno al suo centro, dove gli opposti si alternano come in una danza. Il TAO rappresenta l'unione di due metà opposte, complementari e circolari denominate Yin e Yang, polarità indissolubili degli estremi di ogni evento naturale (e non). Vi faccio degli esempi: l'atomo è formato da protoni e neutroni nel nucleo compatto (Yang) ed elettroni all'esterno che ruotano in una nuvola di punti (Yin), la materia è sia corpuscolare (Yang) che forma d'onda (Yin), un calcolatore è costituito da hardware (Yang) e software (Yin), l'uomo è costituito da corpo (Yang) e spirito (Yin). Potrei andare avanti all'infinito, ma lascio a voi il divertimento di farlo. Voglio solo notare che nelle cose che funzionano vi è sempre un aspetto Yang ed uno Yin tra loro accoppiati, estremi che si alternano indefinivamente come l'inverno e l'estate, come la vita e la morte.

Ora, se questi due aspetti non sono in equilibrio tra loro come intensità, si crea uno sbilanciamento che porta ad uno spostamento dal punto di equilibrio. Per esempio quando si cammina si continua ad oscillare tra uno stato di sbilanciamento in avanti e di recupero dello sbilanciamento. E' l'eccesso di sbilanciamento anteriore rispetto a quello posteriore che ci fa procedere, spostando in avanti il punto di equilibrio. L'equilibrio, inteso in senso dinamico tra i due aspetti, è una dolce oscillazione tra gli estremi senza eccedere ne in uno ne nell'altro.

Secondo questa filosofia per restare in salute (equilibrio) bisognerebbe seguire l'oscillazione naturale dell'organismo che è a sua volta in armonia con l'ambiente. Invece lavoriamo quando dovremmo riposarci (inverno), ci riposiamo quando dovremmo essere attivi (estate), siamo svegli quando dovremmo dormire, mangiamo quando dovremmo digiunare (durante la malattia), e così via. Insomma facciamo tutto il contrario di come le leggi di Natura ci indicano di fare.

In Medicina Tradizionale Cinese (MTC), gli interventi di cura sono proprio nella direzione del recupero dell'equilibrio, escludendo ovviamente malattie dovute a traumi o incidenti. L'agopuntura per esempio cerca di riequilibrare uno sbilanciamento energetico, ma il metodo principe in MTC per il recupero della salute è la nutrizione. Usando correttamente determinati cibi, si cerca di aiutare il corpo al recupero dell'equilibrio. Ippocrate scrive "Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo". Questo però non vuol dire che dobbiamo usare i cibi come medicine. Ippocrate diceva anche : ti posso guarire se sei disposto a cambiare.
Siamo quindi arrivati al dunque. Se stiamo soffrendo di una qualsiasi malattia (cronica o acuta) per guarire dobbiamo essere disposti a cambiare. Cambiare alimentazione, cambiare abitudini, cambiare pensieri e comportamenti, ecc. Le abitudini ci danno una sicurezza effimera, se poi sono anche sbagliate ci portano alla perdita della salute. Non possiamo pretendere che decine di anni di abitudini sbagliate, alimenti sbagliati (secondo la fisiologia umana), pensieri e comportamenti sbagliati si possano compensare con una semplice pillola per guarire. La maggior parte delle volte le medicine sono sintomatologiche, cioè soffocano i sintomi senza risolvere il problema, che sia un raffreddore, un'infiammazione muscolare o un problema digestivo.
Prendete una bilancia con due piatti, ed ogni giorno mettete un grano di sabbia su uno dei due piatti. Questo inizierà a sbilanciarsi. All'inizio impercettibilmente, poi in modo sempre più evidente (sintomi). A questo punto mettete sull'altro piatto una contrappeso (medicinale) ed i piatti tornano in equilibrio momentaneamente, ma nel frattempo continuate a mettere i granelli di sabbia. Il processo continua fino a quando i piatti non sono così pesanti da incrinare e rompere il bilanciere (morte).
E' chiaro che così non funziona. Per riportare il bilanciere in equilibrio basterà smettere di deporre i granelli di sabbia sul primo piatto ed eliminare quelli presenti. Se non è possibile evitare che la "polvere" ci cada sopra (inquinamento), bisogna impegnarsi a tenerlo pulito il più possibile.
Questa metafora è molto attinente alla salute. Il corpo (ma anche la mente) tende a restare in omeostasi (equilibrio), e tutte le sue reazioni sono al fine di mantenere questa omeostasi, consumando energia. I grani di sabbia o la polvere sono le tossine introdotte. Se vi sono eccessi di tossiemia, il corpo non riesce a mantenere l'omeostasi e si "ammala" (sintomi). Cerca con eccessi di pulizia (escrezioni, sudori, odori, ecc.) di riportare tutto a posto, ma noi con i medicinali chimici rallentiamo il processo e gli impediamo di farlo, cosa che prima o poi riprenderà a fare in modo più vigoroso (ricadute, recidive, ecc.). La cosa più logica sarebbe quella di aiutare il corpo ad espletare la funzione di riequilibrio, anzichè impedirglielo. Se ci viene da rigettare, cerchiamo di agevolare il corpo a farlo o si cerca di tenere giù nella speranza che non si ripresenti il disturbo?

Questa è la visione naturo-igenista della salute dell'essere umano. Penso che anche se concordassimo su molti dei punti espressi, in definitiva di fronte alla malattia avremmo troppa paura per fare diversamente da come ci è stato sempre "insegnato". Bene. Io ci ho provato (in barba ai medici), e continuo a farlo. Prima usando rimedi medicinali naturali al posto delle medicine chimiche, che come dicevo tendono ad ingolfare l'organismo. Poi, lentamente, ho lasciato fare al corpo, che ho scoperto cavarsela benissimo senza interventi. Certo sono cambiamenti radicali da affrontare, e quindi proprio per questo sono da fare con calma e cum grano salis. Il percorso è lungo ma di grande soddisfazione.

Quindi la prima cosa da fare, per chi fosse interessato, è di approfondire tali argomenti. E qui vi evidenzio la prima bibliografia utile: Vogliono farti ammalare di Kevin Trudeau. Libro è scritto per il mercato americano, ma facendo bene caso a quanto ci viene passato dai media e dal mercato, ci accorgiamo di ricalcare perfettamente le orme statunitensi.

Mi rendo conto che sono molti argomenti complessi, che cercherò di affrontare nel corso del tempo con calma ed un sempre maggiore approfondimento. L'obiettivo di questo articolo è di dare una prima indicazione della direzione in cui ci muoveremo in questo territorio così mal-conosciuto.

Spero di avervi dato degli spunti di riflessione.
A presto

7 commenti:

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  5. http://ccim.med.ucla.edu/?page_id=203
    Il link della UCLA
    Pierangelo

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    1. Ti rispondo per educazione e chiarire la mia posizione ma è l'ultima volta. 1) Grazie di avermi preso in considerazione come stimolo ed aver approcciato al "The China study", che però è solo un buon inizio. Attento, Campbell diventa vegan dopo i suoi studi, prima è figlio di un allevatore. Per lui la proteina animale era un "must". 2) ho sempre detto che per me gli integratori di qualsivoglia marca e modello non dovrebbero essere assunti, anche se di quando in quando potrebbero risultare necessari per supportare carenze alimentari o di errato stile di vita. Quindi dissento anche dai prodotti HL. La Natura offre nello stato più naturale per l'uomo TUTTO ciò di cui abbiamo bisogno senza far arricchire nessuna azienda. Non sei d'accordo, lo so. Pazienza. 3) I poster che ho visto erano nella sala corsi e 4 su 5 potevano essere conidvisibili, ma quello che diceva "Aumentare le proteine" con una bella bistecca al sangue, era contro ogni mio principio. Se quello era l'inizio, beh mi dispiace ma non fa per me. 4) Il grafico che ho riportato congiuntamente alla notizia del 2008 è di pubblico dominio. Ho solo rettificato una "mezza verità" che alla presentazione volontariamente hanno dato per convincere gli astanti. Non è stato etico. Punto. Io l'ho chiarito (c'è il link a wikipedia). E' un verità scomoda? Ok, ma è così che risulta. 5) stai facendo corsi e stai studiando, dagli stessi medici che hanno interessi nel prodotto della loro azienda? E' come per un medico andare al convegno di una farmaceutica alle Bahamas per "formazione". Insomma: "oste, il vino è buono? .... noooo, figurati, fa schifo!". Io non vendo frutta e verdura e non scrivo libri sulla salute per vivere. Per ora faccio altro. Non ho interessi di business. 6) ultimo ma non per importanza. Pensi ad un attacco ad HL e soprattutto a te, ma ho solo riportato una mia esperienza. Non ti è piaciuta? I'm sorry, ma è stata la mia esperienza (forse la devi rileggere attentamente), è stato il frutto delle mie ricerche sul WEB. - PS. NON mi conosci, quindi astieniti dal giudicare la mia apertura mentale, solo per il fatto che HL (che in realtà nello scritto è "Corso del benessere e controllo del peso" che pubblicizzava HL) non mi piace. Sono aperto, ma ho capacità di discernimento e di scelta personale. Scrivo su un blog e chi vuole mi legge, chi non vuole migra in altri siti. Tutto ciò che avevo da dire l'ho scritto. Astieniti da altri commenti per favore.

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